In Paraguay la Giornata del Clero, il cardinale You: tornare all'essenza della vocazione
Sacerdoti provenienti dalle Diocesi di tutto il Paese hanno partecipato a un ritiro incentrato su formazione, preghiera e comunione fraterna, organizzato dall'Ufficio Pastorale Sacerdotale Nazionale, che si conclude oggi. Il messaggio del prefetto del Dicastero per il Clero che ha portato la vicinanza del Papa
Ritornare all’essenza della vocazione in un contesto segnato dalla secolarizzazione, dalla cultura digitale e dalle trasformazioni sociali e culturali. È l’invito del cardinale Lazzaro You Heung-sik, prefetto del Dicastero per il Clero, in un messaggio rivolto ai sacerdoti paraguaiani, in occasione della Giornata nazionale del clero, che si celebra dal 13 al 16 luglio. L’incontro, promosso dall'Ufficio pastorale presbiterale nazionale della Conferenza episcopale paraguaiana, si svolge presso il Seminario maggiore di Nostra Signora dell'Assunzione e riunisce sacerdoti provenienti dalle diverse diocesi del Paese per sessioni di formazione continua, preghiera, fraternità e riflessione. Tema centrale delle giornate è: “Identità del sacerdote e profilo del ministero nel contesto attuale”, argomento che si inserisce pienamente nel percorso di rinnovamento del ministero presbiterale promosso dal Dicastero per il Clero e dal magistero di Papa Leone XIV.
Vicinanza del Santo Padre
Nel suo messaggio, il cardinale You manifesta la vicinanza del Santo Padre Leone XIV e del Dicastero per il Clero a tutti i presbiteri del Paraguay, evidenziando la significativa coincidenza tra la pubblicazione della Lettera Apostolica Una fedeltà che genera futuro e la Lettera pastorale dell’Episcopato paraguaiano sul Bene Comune, entrambe firmate l’8 dicembre 2025. Due testi che, osserva il prefetto, convergono nella stessa prospettiva: "La fedeltà al sacerdozio e il servizio al bene comune nascono dal Cuore di Cristo, Buon Pastore", fonte di ogni autentica missione ecclesiale.
Al servizio del Popolo di Dio
Al centro del messaggio vi è il richiamo all’identità del sacerdote. In un contesto segnato dalla secolarizzazione, dalla cultura digitale, dai mutamenti sociali e dalle nuove sfide dell’evangelizzazione. Il sacerdote, ricorda, "non è un funzionario del sacro né un semplice rappresentante della comunità, ma un uomo configurato sacramentalmente a Cristo", chiamato a rendere presente il Buon Pastore attraverso una vita totalmente donata al servizio del Popolo di Dio.
Le tentazioni del ministero sacerdotale
Riprendendo il magistero di Papa Leone XIV, il prefetto mette in guardia da alcune tentazioni che possono indebolire il ministero sacerdotale: l’efficientismo, che misura il valore del presbitero esclusivamente sulla base dei risultati pastorali; il quietismo, che conduce allo scoraggiamento davanti alle difficoltà dell’evangelizzazione; e la mediocrità spirituale, che rischia di svuotare il ministero della sua forza testimoniale. Il sacerdozio, sottolinea, non è una carriera né una ricerca di prestigio, ma una forma di servizio modellata sull’esempio di Cristo, venuto non per essere servito ma per servire. Il messaggio richiama inoltre il profondo legame tra la santità sacerdotale e l’impegno per il bene comune.
La testimonianza di sacerdoti felici
Guardando alla realtà del Paraguay, il Cardinale incoraggia i sacerdoti a continuare ad essere vicini ai poveri, ai giovani, alle famiglie e alle comunità più fragili, promuovendo la giustizia, la trasparenza e la formazione delle coscienze alla luce del Vangelo e della Dottrina Sociale della Chiesa. Il cardinale You si sofferma, infine, sulla pastorale vocazionale, ricordando che la prima e più efficace promozione delle vocazioni nasce dalla testimonianza di sacerdoti felici, fedeli e appassionati del Vangelo. Una comunità viva nella fede e nella preghiera, afferma, è il terreno nel quale i giovani possono ascoltare la chiamata del Signore e rispondere con generosità.
Il futuro della Chiesa
Il prefetto del Dicastero per il Clero affida tutti i sacerdoti del Paraguay, i loro vescovi e i seminaristi alla protezione della Vergine di Caacupé e dei santi della Chiesa paraguaiana, esprimendo gratitudine per il loro servizio quotidiano nelle parrocchie, nelle comunità rurali, nelle periferie urbane, accanto ai malati, ai poveri e ai giovani. L’augurio finale è che ciascun presbitero possa essere "un pastore santo, fedele e felice", custodendo quella fedeltà a Cristo che, come ricorda Papa Leone XIV, continua a generare il futuro della Chiesa.
Consulta l'articolo integrale su VATICAN NEWS.