A Salisburgo il Cardinale Lazzaro You propone sette orientamenti per la missione dei sacerdoti in Europa

29 ottobre 2026

Sacerdoti che vivano da gioiosi discepoli missionari, vicini alle ferite delle persone, capaci di fraternità e di dialogo. È la prospettiva delineata dal Cardinale Lazzaro You Heung-sik, Prefetto del Dicastero per il Clero, nel suo intervento del 29 ottobre 2026 all’Assemblea Plenaria del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE), in corso a Salisburgo dal 27 al 30 ottobre.

I lavori, ospitati presso il Bildungszentrum St. Virgil, sono dedicati al tema «Evangelizzazione e sinodalità: la missione dei sacerdoti di oggi in Europa».

Nella relazione «La missione dei sacerdoti di oggi in Europa alla luce dell’Evangelii Gaudium», il Prefetto ha proposto sette orientamenti per il ministero e la formazione: la gioia del discepolato missionario; il servizio di una Chiesa “ospedale da campo”; la fraternità come esperienza di Dio; la capacità di riconoscere i segni della presenza del Risorto nella vita quotidiana; l’unità del presbiterio; il dialogo e la valorizzazione dei carismi; il riconoscimento del contributo delle donne alla vita e alle responsabilità ecclesiali.

«Sacerdoti quindi col profumo e l’ardore del Vangelo, testimoni prima che maestri»: con queste parole il Cardinale ha richiamato la sorgente del rinnovamento pastorale. Particolare attenzione è stata dedicata alla formazione, chiamata a favorire il contatto con la vita reale delle persone e il servizio ai poveri, insieme alla maturità umana e affettiva dei futuri presbiteri.

Il Prefetto ha inoltre invitato a contrastare l’isolamento dei sacerdoti, coltivando relazioni fraterne e una concreta comunione con il vescovo, affinché il presbiterio sia una famiglia e una casa.

Il 28 ottobre, nella festa dei santi apostoli Simone e Giuda Taddeo, il Cardinale ha presieduto la Santa Messa nell’Arci-Abbazia di San Pietro. Nell’omelia ha indicato nella preghiera, nella fraternità e nella vicinanza alle persone la forma del ministero, rivolgendo un pensiero ai diaconi, ai seminaristi e alla responsabilità di tutta la Chiesa nella cura delle vocazioni: «Una comunità che vede i suoi pastori volersi bene riceve già un annuncio vivo del Vangelo».