Insieme, alla scoperta di itinerari nuovi

il Convegno Nazionale Vocazioni

15 settembre 2026

Credere, amare, sperare. Progettare itinerari di pastorale giovanile vocazionale: questo l'ambizioso titolo del Convegno Nazionale Vocazioni, che ha radunato a Roma, dal 3 al 5 gennaio, 350 persone provenienti da tutta Italia — presbiteri e laici, religiose e seminaristi, vescovi e famiglie, novizie e membri di movimenti ecclesiali. Una gran parte dei partecipanti è impegnata negli uffici diocesani di pastorale vocazionale, ma erano presenti anche molti giovani in formazione, desiderosi di vivere questo incontro come una tappa del proprio cammino di discernimento.

Un cammino che si fa insieme

Un elemento emerge subito: questo cammino si fa insieme. Lo dice la conduzione a più voci dell'incontro, con don Riccardo Pincerato, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile, affiancato da don Michele Gianola e dall'équipe dell'Ufficio nazionale per la pastorale vocazionale. Lo testimonia anche il lavoro "a corpo" dei relatori: chiamati a incontrarsi prima del Convegno, hanno costruito ciascun intervento tenendo conto dei contributi che avrebbero offerto gli altri, realizzando un insieme poliedrico e armonioso.

È un insieme che coinvolge tutti i presenti: alle relazioni segue sempre un momento di riflessione personale, che si apre alla condivisione — profonda e immediata anche a tavola, nei momenti informali, durante il pellegrinaggio giubilare verso San Pietro. Relazioni che costruiscono la comunione della Chiesa.

Esercitarsi alla complessità

Nella prima sessione, la prof.ssa Antonia Chiara Scardicchio invita a uno sguardo sincero sul nostro presente, un tempo in cui tutto vuole essere pronto, subito, facile, veloce. Emerge con forza una parola: rinuncio. Rinuncio al protagonismo, all'idolatria di me, per accogliere la ricchezza e la complessità dell'altro. Ogni relazione educativa porta allora in sé una dinamica di morte e rinascita, e proprio per questo può essere generativa.

Progettare percorsi

Nella seconda sessione, p. Andrea Picciau sj, a partire dalla sua esperienza di accompagnamento personale e comunitario, traccia alcune prospettive: dagli eventi di grande impatto — come le Giornate Mondiali della Gioventù — che possono accendere il fuoco della vita interiore, fino ai cammini feriali, esigenti e concreti, che lo alimentano perché dia luce e forza all'intera esistenza. Una vita illuminata dalla Parola, un accompagnamento che si fa in rete, a corpo.

Ai contributi dei relatori si affianca la narrazione di esperienze innovative: un accompagnamento che riguarda ogni età e coinvolge tutti gli aspetti della vita — lo studio e il talento, la professione e il legame con la propria terra, la ricerca della bellezza e il dono di sé. Un elemento comune a queste esperienze è il camminare insieme, anche attraverso tempi di convivenza che favoriscono la condivisione, la costruzione di rapporti veri, semplici e informali, l'occasione di fermarsi nell'ascolto di Dio, degli altri e del proprio vissuto, per capire e poter scegliere.

Abitare il digitale

Nell'ultima sessione, il prof. Ruggero Eugeni apre a una lettura profonda del mondo digitale nel quale viviamo e che tanto coinvolge la costruzione della propria identità. Emerge un'esigenza di autenticità, personale e nelle relazioni: solo se siamo veri nella strada che percorriamo possiamo dare qualcosa. E sul nostro dare, magari solo pochi pani e due pesci, Dio opera.

Vie nuove

Un camminare insieme, aperto alla presenza del Maestro, che insegna ad accogliere, accompagnare e — come accadde ai due di Emmaus — accende la speranza, fa ardere il cuore, apre a vie nuove.

L'Ufficio nazionale per la pastorale delle vocazioni rende disponibili molti dei contributi di questi convegni sui propri canali online: vocazioni.chiesacattolica.it e sul canale YouTube @pastoralevocazioni.