L'allora Vescovo di Vittorio Veneto, Albino Luciani, in alcune riflessioni sul sacerdote diocesano alla luce del Vaticano II
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3.
La pastorale del sacerdote diocesano
L’azione pastorale del sacerdote è argomento specialmente del capo II del Presbyterorum Ordinis. Il capo è suddiviso in tre parti: la seconda e la terza, direi, fanno da cornice, la prima è il quadro. In punta dì penna, farò qualche breve nota sulla prima e sulla seconda parte.
I.
Nella prima si descrivono le funzioni dei sacerdoti che sono: predicare, amministrare i sacramenti, essere la guida del popolo di Dio.
1. Alla predicazione è dato il primo posto. « Il popolo di Dio viene adunato anzitutto per mezzo della parola del Dio vivente » (1) ; il servizio dei sacerdoti «comincia effettivamente dal Vangelo » (2); «tra i principali doveri dei vescovi eccelle la predicazione del Vangelo » (3). Siamo in continuazione con la Scrittura. Gesù è venuto « per illuminare quanti stanno assisi fra le tenebre » (4), luce vera, luce del mondo e, inviando gli Apostoli nel mondo, ha detto per primo: «fate (mie) scolare tutte le genti » (5), poi ha detto « battezzate! ». Nei primi anni del Cristianesimo lo Spirito Santo agisce soprattutto come missionario e stimolatore di missionari (Atti degli Apostoli = Vangelo dello Spirito Santo). «Guai a me, se non predico» (6) diceva S. Paolo e: «Cristo non mi ha mandato a battezzare, ma a predicare » (7). Tutta la Bibbia, tutta la storia della Chiesa, ch’è missionaria, sembra pervasa da questo grido di Amos: « Il leone rugge; chi mai non tremerà? Parla il Signore Iddio; chi mai non profeterà » (8)?
2. Sono enumerate varie specie di predicazione.
Prima: si cita 1 Petr. 2, 12, dove è scritto dei mariti: « siano guadagnati senza, parola dalla condotta delle loro spose» per dire della predica sacerdotale fatta con la « vita esemplare » (9). Essere un Vangelo vivente, continuamente offerto alla lettura del popolo! « Abbiamo tre grandi predicatori, si diceva in Austria due secoli fa: Veith per ciò che dice, Werner per il modo con cui dice, Hofbauer per quello che è! ». Lo stile Hofbauer è il migliore: essere dei santi e rafforzare colla predicazione della vita la predicazione della bocca!
Seconda: predicare « ai non credenti » (10); quelli precristiani dell’Africa e dell’Asia e quelli postcristiani, che sono qui da noi ed a cui dobbiamo cercare di arrivare con zelo prudente, ma instancabile, a somiglianza del Signore che è arrivato ai pubblicani, alle peccatrici, ai lebbrosi, alla massa ignorante della legge, alla cananea, al centurione romano.
Terza: svolgere la catechesi cristiana (11). Gran discorso del Catechismo, del catechismo rinnovato, presentato in forma moderna, allargato e adattato a piccoli e grandi, a ignoranti e dotti! Gran problema, che è stato l’assillo di tutti i grandi pastori da Agostino, a Carlo Borromeo, ad Andrea Ferrari e dev’essere assillo nostro!
Quarta: applicarsi ad « esaminare i problemi del tempo alla luce di Cristo » (12). In Concilio una sottocommissione di vescovi", di teologi e di esperti ha dedicato energie preziose per raccogliere in sintesi la situazione del mondo qual’è oggi. La si legge nella Gaudium et spes, nn. 4-10. Bisogna imitare. Il libro, in cui deve leggere il re, è il popolo, diceva Bossuet. Anche il sacerdote deve studiare il popolo per potere applicare al popolo, adatta e sanatrice, la parola di Dio.
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Convenzionalmente: PO = Presbyterorum Ordinis - LG = Lumen Gentium. I numeri tra parentesi si riferiscono alla 3a ediz. Dehoniana dei Documenti Conciliari.
(1) PO, 4 (1250).
(2) PO, 2 (1247).
(3) LG, 25 (344).
(4) Lc. 1, 79.
(5) Mt. 28. 19.
(6) 1 Cor. 9, 16.
(7) 1 Cor. 1, 17.
(8) Amos 3, 8.
(9) PO, 4 (1250).
(10) PO, 4 (1250).
(11) PO, 4 (1250).
(12) PO, 4 (1250).