Omelie

  • Santissima Trinità – Anno B

    La prima festa che si celebra dopo la Pentecoste è quella della SS. Trinità che non contempla un preciso evento della storia della salvezza ma tutta l’opera della salvezza che svela il mistero sulla verità di Dio. Nella prima lettura Mosè ribadisce che mai si udì che un popolo abbia udito la voce di Dio o che Dio si sia scelto una nazione e si sia comunicato a essa.  Questo Signore che “è... Continua
  • Pentecoste – Anno B

    La Pentecoste si inserisce nella Pentecoste ebraica, la festa di ringraziamento per il dono della legge. Ora però si riceve lo Spirito Santo che ci rende capaci di compiere ciò che Dio chiede. La legge non può dare la vita (cf Gal 3,21), perciò non può veramente redimere (cf Gal 2,16). Mentre lo Spirito Santo “è il Signore che dà la vita”, quella di Dio per poter vivere secondo Dio. La promessa... Continua
  • Ascensione – Anno B

    L’Ascensione, Gesù che sale al cielo e porta al Padre l’umanità che ha legato a sé con l’incarnazione è nel vangelo di oggi messa in stretta relazione alla missione che consegna agli undici. “Quando sarò elevato da terra attirerò tutti a me” (Gv 12,32) è la promessa che si compie con il dono dello Spirito quando Cristo muore sulla croce. Il Cristo Risorto è il Cristo crocifisso, il Figlio... Continua
  • VI Domenica di Pasqua – Anno B

    Stiamo giungendo pian piano alla fine del tempo pasquale, caratterizzato dalle apparizioni di Cristo che fanno vedere ai discepoli qual è l’esito di chi vive a modo di Dio, cioè come consegna di sé stesso, come dono di sé. Cristo torna al Padre, dunque torna alla gloria che gli è stata data prima dell’inizio del mondo. Da sempre generato dal Padre, sempre incoronato dalla gloria di Dio, adesso... Continua
  • V Domenica di Pasqua – Anno B

    L’immagine della vigna è molto conosciuta nell’Antico Testamento, il Signore è il vignaiolo che ha piantato la vigna che è Israele, il suo popolo, immagine alla quale i profeti spesso si sono rifatti denunciando la mancanza di frutto. Per questo il Padre manda il suo Figlio: “Io sono la vite e il Padre è l’agricoltore” (Gv 15,1), il Figlio di Dio ha dovuto farsi vitigno per recuperare la vigna... Continua
  • IV Domenica di Pasqua – Anno B

    La visione centrale di questa domenica è il Buon Pastore che dà la propria vita per le sue pecore. Letteralmente è il pastore bello, perché il termine kalòs è stato ridotto al significato di buono sulla scia dell’interpretazione giuridico morale che è stata spesso predominante nella traduzione di diversi termini biblici. Imbarazzo  in questo caso dovuto anche alla difficoltà di tradurre... Continua
  • III Domenica di Pasqua – Anno B

    Ancora una volta Gesù rimanda ai segni della passione, le sue mani e i suoi piedi sono la testimonianza che l’amore di Dio Padre è l’unica realtà indistruttibile. La sua relazione fedele è l’unica che non si riesce a sopraffare o troncare, perciò entrare nell’amore del Padre significa entrare nella eterna memoria. Il mistero pasquale si è consumato quando il Figlio di Dio ha vissuto la sua... Continua
  • II Domenica di Pasqua – Anno B

    L’inizio del vangelo di oggi sembra rimetterci in un clima pre-pasquale nonostante siamo alla fine dell’ottavo giorno, l’ottavo dell’ottavo. In questo clima di umanità non redenta ma spaventata, impaurita, preoccupata per la propria fine, “venne Gesù a porte chiuse” (Gv 20,19). È importantissimo che si dica venne e non appare, perché fa vedere che davvero è il primo giorno della nuova creazione,... Continua
  • Domenica di Pasqua – Anno B

    Il vangelo di Pasqua comincia dicendo che “era il primo giorno” (Gv 20,1). Infatti è il primo giorno della nuova creazione, l’Ottavo Giorno dove tutto concorda, tutto è contemporaneo, tutto è aperto a tutto, tutto si compenetra con tutto. È strano però che si dica che era al mattino ed era ancora tenebra. È evidente la concordanza con il Cantico dei Cantici, la sposa che tutta la notte cerca... Continua
  • Domenica delle Palme

    Partiamo dal testo della lettera ai Filippesi, intensamente cristologico e perciò ottimo sfondo alla riflessione della liturgia di oggi. All’inizio del versetto 6 Paolo crea una antitesi tra la forma di Dio (morphē theou) e la forma del servo (morphē doulou). Il termine morphē viene usato solo qui, due volte ma solo in questo passaggio. Avrebbe potuto usare doxa, gloria, ad esprimere che Lui è la... Continua