Presentazione del Convegno - S. E. Mons. Joël Mercier e S. E. Mons. Jorge Carlos Patrón Wong

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S.E. Mons. Joël Mercier e S.E. Mons. Jorge Carlos Patrón Wong

1.      Il Convegno Internazionale che stiamo per iniziare vorrebbe rappresentare un momento di preghiera, di riflessione e di condivisione, capace di farci riscoprire la bellezza della vocazione che abbiamo ricevuto e, contemporaneamente, di far crescere in noi il desiderio di essere una “Chiesa in uscita” in prospettiva missionaria, cioè pastori e operatori pastorali che offrono con generosità e donazione l’accompagnamento e il discernimento, aiutando i fratelli a scoprire la grandezza e la bellezza della vocazione a cui Dio li chiama. Riscoprire che siamo stati amati e chiamati dall’amore di Dio, infatti, dal momento che “la gioia del Vangelo che riempie la vita della comunità dei discepoli è una gioia missionaria” (EG, n. 20).

2.      Poiché il fondamento di tutto è l’amore di Dio che ci ha chiamati, abbiamo scelto per questo Convegno il motto di Papa Francesco: “Miserando atque eligendo”, che ci ricorda il legame fondamentale tra la misericordia di Dio e la vocazione, legame profondamente radicato nella dottrina biblica. Siamo stati chiamati per nome, con amore, con uno sguardo di misericordia che non ha voluto giudicarci e non ci ha tenuti a distanza ma, al contrario, ha offerto una luce al nostro cammino e ci ha permesso di scoprire davvero chi siamo: persone segnate dalla fragilità e dal peccato, nelle quali tuttavia è scolpita l’immagine di Dio. Non dobbiamo mai dimenticare questo grande mistero, origine e fonte permanente del nostro servizio ministeriale. La misericordia divina è all’origine della stessa vita, è l’anima della nostra vocazione e anche della nostra formazione permanente. Che ne sarebbe di noi, Sacerdoti e Vescovi, senza l’esperienza di questo sguardo amorevole e misericordioso di Dio che non guarda al nostro peccato e ci chiama a condividere il progetto del Regno di Dio? Per questo motivo il Convegno Internazionale di Pastorale Vocazionale è stato convocato entro il Giubileo Straordinario della Misericordia. Vorremo sottolineare che l’approccio legittimo dei pastori della Chiesa verso la gioventù è proprio misericordioso, perché accompagnare un ragazzo o ragazza nella ricerca del senso della vita e sostenerlo fino alla consegna di quella vita è un atto di misericordia, profondamente pastorale, che avviene all’interno della comunità cristiana. È un grande privilegio sentire il polso della vita tra i giovani e, allo stesso tempo, percepire la grandezza della misericordia di Dio che chiama ed invia nuovi apostoli per il bene de suo popolo.

3.      Il sottotitolo di questo Convegno ci fa notare che tutti i pastori della Chiesa abbiamo un compito vocazionale, che appartiene al proprio ministero sacerdotale: “La cura pastorale delle vocazioni. La storia della Chiesa è quella di un insieme di vocazioni concatenate tra di loro, e così, la guida della comunità cristiana diventa sempre una cura pastorale dei suoi membri, sia all’inizio, con l’ascolto della voce di Dio che chiama; sia tramite un percorso formativo e di modo continuo nella Formazione permanente. Quando ogni fedele ha scoperto e vive una chiamata da Dio, tale comunità diventa viva e carismatica, come un corpo vivente. Nessuna vocazione è indifferente per il corpo. Tutti i carismi arricchiscono con un dono dello Spirito Santo la Comunità diocesana, perché ognuno di loro è un membro vivente della Chiesa Particolare.

È una responsabilità propria dei pastori, dei Vescovi e Sacerdoti, di far sentire la voce di Dio che chiama ognuno dei membri della comunità diocesana e parrocchiale, specie i giovani. Si tratta della proclamazione del Vangelo della vocazione, parte necessaria del processo evangelizzatore. Dopo viene la formazione dei candidati, i ministri ordinati hanno la grave responsabilità di edificare, tramite il loro personale esempio di vita, i seminaristi e quelli che sonno in un processo formativo nella vita consacrata, con un tale atteggiamento generale, da collaborare se possibile con la comunità dei formatori. Infine, è anche un compito pastorale il sostengo di coloro che già hanno pronunciato il loro “sì” al Signore e vanno avanti in un processo di formazione permanente.

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