Celebrazione Eucaristica nella Basilica di San Pietro - Presiede S.Em. il Card. Beniamino Stella

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S.Em. il Card. Beniamino Stella

Signori Cardinali,

Venerati fratelli nell’Episcopato,

Carissimi Sacerdoti,

Fratelli e sorelle,

i passi di questo breve pellegrinaggio, che abbiamo appena compiuto, attraversando la Porta Santa e giungendo all’Altare del Signore per la Celebrazione Eucaristica, sono motivo di profonda gioia del cuore e sintetizzano il nostro essere qui radunati da molte parti del mondo: siamo come saliti al tempio per celebrare il Giubileo della Misericordia e, passando per la vera Porta, che è il Cristo, “Volto della Misericordia”, possiamo entrare nella festa dell’amore di Dio e implorare dal Suo Cuore di Padre, la luce necessaria per il nostro cammino.

Toccati come Matteo il pubblicano dallo sguardo misericordioso del Signore, come pellegrini intrepidi sui sentieri della fede, desideriamo diventare “messaggeri di lieti annunci”(Cfr. Is 52,7), portando a tutti la buona notizia dell’amore di Dio. Questa è la missione della Pastorale Vocazionale: essere l’espressione di una “Chiesa in uscita”, che, preceduta dall’iniziativa del Signore, “sa fare il primo passo, sa prendere l’iniziativa senza paura, andare incontro, cercare i lontani e arrivare agli incroci delle strade per invitare gli esclusi” (Evangelii gaudium, n. 24).

Quest’audacia apostolica ed evangelizzatrice a cui siamo chiamati, soprattutto nella cura delle vocazioni, viene illuminata oggi dalla Liturgia della Parola che abbiamo ascoltato. Permettetemi di cogliere da essa tre parole-chiave e di condividerle con voi: vocazione, ricerca, discernimento.

Vocazione. La prima parola, che sintetizza l’avventura dell’incontro tra Dio e l’uomo, è quella che ha portato noi, impegnati nella Pastorale Vocazionale, a radunarci qui. Abbiamo ascoltato le parole di Paolo agli Efesini: “Un solo corpo, un solo Spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione”.

Si tratta della vocazione ricevuta nel Battesimo: immersi nella vita del Cristo Risorto, siamo chiamati a diventare Sua immagine, ed entrare, così, nella festa eterna che Dio ha preparato per noi. La prima azione di ogni pastorale vocazionale è questa: risvegliare la coscienza battesimale, soprattutto in un tempo segnato da una certa indifferenza verso la fede, perché le persone possano entrare in contatto con Dio, sentirsi raggiunte dal Suo amore misericordioso e scoprire la gioia di credere in Lui.

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