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Montini e i Padri

Santi Ambrogio e Agostino
Santi Ambrogio ed Agostino

Un nuovo libro su Montini per riscoprire le fonti patristiche a cui, il Pontefice beato, attinge: Agostino e Ambrogio. 

Montini e l’insegnamento di Ambrogio e Agostino - I due cuori di Milano

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Da L’Osservatore Romano – 27/11/2014

Non è certo la prima volta che viene presa in considerazione la figura di Montini arcivescovo a Milano. Tuttavia, come ricorda il cardinale Angelo Scola nella prefazione al libro Montini alla scuola di Agostino e Ambrogio. Chiamati alla santità (Brescia, Morcelliana, 2014, pagine XIII-127, euro 12), questo studio di monsignor Adriano Caprioli, vescovo emerito di Reggio Emilia, «colloca Montini stesso a discepolo di Agostino e di Ambrogio, come maestri di santità imitabili oggi». Leggendo certe pagine, verrebbe persino da dire che Agostino e Ambrogio siano essi i protagonisti del volume. Forse possiamo dire meglio: il protagonista del volume, Montini, riconosce protagonisti del suo episcopato i due Padri della Chiesa, facendosene discepolo e introducendoli all’attenzione della Chiesa di Milano che è chiamato a guidare.

Monsignor Caprioli inserisce correttamente questo atteggiamento di Montini in quel "ritorno ai Padri" che caratterizza quei decenni e che costituirà un aspetto così significativo dell’ormai vicino — anche se inizialmente non ancora prospettato — concilio ecumenico Vaticano II. Si tratta, spiega l’autore, di «una via di ritorno ai Padri come Agostino e Ambrogio non solo quali maestri di fede, di dottrina, di teologia e di pastorale con cui confrontarsi per il rinnovamento della vita della Chiesa di oggi, ma testimoni di vita spirituale imitabili anche nella vita della Chiesa di oggi».

Con Agostino Montini, già da giovane sacerdote guida spirituale degli universitari della Fuci, ebbe una frequentazione prolungata e «una sintonia di pensiero, che non giace mai separato dalla vita, ma ne diventa alimento». Montini non si accosta ad Agostino - e non lo farà neppure con Ambrogio - «come storico del magistero», ma facendosene discepolo nella guida spirituale delle persone e, a Milano, nella conduzione della Chiesa a lui affidata.